Addestramento Operatori di Protezione Civile
COMUNE DI SANTA NINFA - 22/24 GIUGNO 2018 

Scarica la Mostra fotografica Terremoto del Belice "Custodire la memoria di una Comunità": Belice 4 Rischio Sismico - Santa Ninfa 22/24 Giugno 2018

Vicende e visioni" - che il Volontariato di Protezione Civile nei tre giorni di addestramento degli operatori dedica queste giornate alla memoria di quei terribili anni, a Santa Ninfa ospita dal 22 al 24 Giugno 2018 piazza Libertà, ripercorre la storia di Gibellina, dal terremoto che la rase al suolo, alla costruzione della città nuova, rifondata sul sogno del suo sindaco Ludovico Corrao. 
La mostra fotografica offre al visitatore un "percorso emozionale" che permette di scoprire lo spaventoso e devastante terremoto il grande cuore dell'Italia attraverso l'esposizione di fotografie, alle quali sono affiancate immagini dei luoghi più significativi scattate subito dopo il sisma dai giornalisti che quando raggiunsero la valle percorrendo strade distrutte hanno fotografato un paesaggio lunare, paradossale, senza vita. 
Il terremoto che squassò il Belice, nel cuore del Trapanese, cinquant'anni fa - nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 morirono secondo la Protezione civile 296 persone (ma il numero esatto non si saprà mai), 1000 furono i feriti e 70 mila gli sfollati - rase al suolo paesi abitati soprattutto da vecchi, donne e bambini, visto che gli uomini erano emigrati in cerca di lavoro.
E portò alla luce una realtà sconosciuta, quella della Sicilia rurale e arretrata che lo Stato aveva dimenticato.

Invito a Santa Ninfa 22 Giugno 2018 Ore 9.00 Piazza Libertà della mostra fotografica.1968/2018 "CUSTODIRE LA MEMORIA DI UNA COMUNITÀ".. 
50° anniversario del terremoto del Belice.

Vicende e visioni" - che il Volontariato di Protezione Civile nei tre giorni di addestramento degli operatori dedica queste giornate alla memoria di quei terribili anni, a Santa Ninfa ospita dal 22 al 24 Giugno 2018 piazza Libertà, ripercorre la storia di Gibellina, dal terremoto che la rase al suolo, alla costruzione della città nuova, rifondata sul sogno del suo sindaco Ludovico Corrao. 
La mostra fotografica offre al visitatore un "percorso emozionale" che permette di scoprire lo spaventoso e devastante terremoto il grande cuore dell'Italia attraverso l'esposizione di fotografie, alle quali sono affiancate immagini dei luoghi più significativi scattate subito dopo il sisma dai giornalisti che quando raggiunsero la valle percorrendo strade distrutte hanno fotografato un paesaggio lunare, paradossale, senza vita. 
Il terremoto che squassò il Belice, nel cuore del Trapanese, cinquant'anni fa - nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 morirono secondo la Protezione civile 296 persone (ma il numero esatto non si saprà mai), 1000 furono i feriti e 70 mila gli sfollati - rase al suolo paesi abitati soprattutto da vecchi, donne e bambini, visto che gli uomini erano emigrati in cerca di lavoro.
E portò alla luce una realtà sconosciuta, quella della Sicilia rurale e arretrata che lo Stato aveva dimenticato.


Valle del Belìce 1968/2018 Cinquant'anni dal terremoto

La "Stella" di Consagra per ricordare i 50 anni del sisma del Belìce

Presentato mercoledì 16 maggio 2018 a Partanna il francobollo celebrativo di Poste Italiane

E' stato presentato ufficialmente 13 marzo 2018 nelle Scuderie del Castello Grifeo di Partanna il francobollo per commemorare il 50° anniversario del terremoto della Valle del Belìce,emesso dal Ministero dello Sviluppo economico e distribuito da Poste Italiane.
Ha introdotto la presentazione il Coordinatore dei sindaci della Valle del Belìce e primo cittadino di Partanna Nicolò Catania, che ha illustrato la storia dell'emissione straordinaria del francobollo e ha affermato: "L'emissione di questo francobollo è un grande successo per tutta la Valle del Belìce, un giusto tributo di memoria di un popolo che ha vissuto il dramma del terremoto, un popolo che è rinato attraverso la bellezza della sua storia, della cultura e della sua natura".
Alla cerimonia sono intervenuti i sindaci della Valle del Belìce e i dirigenti di Poste Italiane che con il Direttore della filiale di Poste Italiane SPA di Trapani Fabio Bayona dichiara: "La filatelia attraverso l'emissione di questo francobollo vuole rappresentare la presenza dello Stato che riconosce, dona memoria ed importanza ad un territorio e a i suoi cittadini, una Valle che è rinata sotto il segno della Bellezza." 
Il Francobollo che ha valore di € 0,95 è stato realizzato dalla bozzettista Tiziana Trinca, del Poligrafico dello Stato, ed è accompagnato da un testo redatto dal critico d'arte e assessore alla cultura del Comune di Gibellina Tanino Bonifacio che, per Poste Italiane, così descrive i contenuti iconografici del francobollo: 
"La "Stella di Gibellina" è rappresentata iconograficamente nel francobollo come stele della memoria viva, come quinta scenica che si innalza nell'azzurro del cielo e separa un "prima" e un "dopo" terremoto: prima le case dell'antica Valle costruite con pietra precaria e povera, ma ricca di dignità, pietra come scrigno dei valori umani; poi i segni del dramma, i ruderi intrisi di profumi familiari, testimoni silenziosi di affetti perduti.
La "Stella" di Pietro Consagra è "porta", varco per un transito fisico e simbolico nella vita dei territori del Belìce, luoghi disseminati di segni di creatività umana che indicano approdi felici in porti rassicuranti pieni di bellezza naturale e culturale.
A mezzo secolo da quella tragica notte del 14-15 gennaio 1968, che vide aprirsi nel seno della Terra il buio dell'inferno e il demone della paura, la Valle del Belìce oggi è diventata una terra che quotidianamente crea, semina, custodisce il fiore imperituro e vitale della Bellezza umana".
L'emissione di questo francobollo è inserita nel contesto delle iniziative dedicate al cinquantesimo anniversario del sisma del 1968 ed arricchisce il programma delle attività culturali promosse dal Coordinamento dei sindaci della Valle del Belìce.

BELICE 4 - RISCHIO SISMICO

Addestramento Operatori di Protezione Civile 2018. 

Dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto che colpì il Belìce nel 1968.

Nella Valle del Belìce tre giorni di addestramento degli Operatori di Protezione Civile.

Tre giorni di "Simulazioni di Emergenza e Soccorso dopo un Sisma nella Sicilia Occidentale", Anche in memoria delle vittime del terremoto che colpi la Valle del Belìce nel 1968.

L'addestramento, sotto con il Patrocinio del Presidente della Regione Siciliana, prevede di effettuare, attraverso le organizzazioni di Volontariato presenti sul territorio ed altre che affluiranno dalle provincie siciliane, una serie di attività dimostrative che vedranno coinvolte le strutture operative della protezione civile, il mondo della scuola, i Sindaci e i dirigenti degli Enti Locali. 

Campo Base: Santa Ninfa (TP)

La protezione civile e il "cittadino in campo"

Scuola - Sicurezza - Cittadinanza.

ALLA BASE DI OGNI ATTIVITA' UMANA VI E' SEMPRE UN FATTO DI CONOSCENZA.

Se si vuole fare Protezione Civile è necessario creare strumenti di conoscenza e di analisi del pericolo perché questo sia quanto più possibile evitato, limitato o controllabile dall'uomo.

L'AUTOPROTEZIONE

In determinate circostanze, l'aiuto che ci viene dagli altri può arrivare in ritardo e quindi dovremo mettere in atto da soli alcune misure per la nostra autoprotezione.

Questi i principi ispiratori che qualificano le attività "in campo"

EVACUAZIONI DI PLESSI SCOLASTICI E DI UNA SERIE DI ATTIVITÀ' ADDESTRATIVA

che impegneranno i Comuni della Valle del Belìce coinvolti il giorno 22, 23, 24 giugno 2018

NELL'ADDESTRAMENTO DI PROTEZIONE CIVILE DENOMINATA

"BELICE 4"

La cittadinanza dei Comuni interessati alle'evento è parte attiva in queste giornate di impegno collettivo nell'acquisire nuove conoscenze sul comportamento da adottare in caso di

RISCHIO SISMICO.

Dalla scuola alla famiglia dalla famiglia alla scuola. 

Riserva Naturale Grotta di Santa Ninfa

Simulazione di soccorso nella "Riserva Naturale Grotta di Santa Ninfa

La Grotta di Santa Ninfa costituisce, per gli aspetti geomorfologici e per la ricchezza delle concrezioni, la più estesa e più interessante delle 40 cavità scoperte nell'altopiano carsico. Si tratta di un complesso ed articolato sistema ipogeo, prevalentemente orizzontale ed esteso circa 1400 m, formatisi ad opera del torrente Biviere che, nascendo alle pendici di M. Finestrelle, scorre per circa 2,5 km nell'ampia valle cieca del Biviere e termina il suo corso superficiale in corrispondenza di un'imponente parete gessosa. 

Qui è situato l'inghiottitoio, un salto di circa 7 m attraverso cui le acque si riversano nel sottosuolo contribuendo alla formazione della grotta. Il corso d'acqua sotterraneo, dopo aver attraversato la cavità, riemerge in una risorgiva.